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Visualizza Versione Completa : Tra 20-30 anni sapremo se i telefonini fanno male



senza.confini
25-04-2010, 01:09
Si commenta da sola.

Parte maxi studio sugli effetti dei telefonini
Su 250.000 europei. Sara' condotto in Gran Bretagna. Durera' 20-30 anni



ROMA - Blackberry, smartphone, iPhone, sempre meno tascabili sempre più sofisticati, i telefonini hanno conquistato davvero il mondo e poco importa se gli scienziati continuano a chiedersi se facciano male o meno, continuamo a usarli come fossero parte indissolubile di noi, e adesso che attraverso il cellulare si naviga anche comodamente in internet, davvero ogni briglia al loro uso è stata sciolta. E' proprio alla luce di questa tendenza inarrestabile che parte la "missione Cosmos", un maxi-studio per esplorare nel dettaglio l"universò dei cellulari e dei loro effetti sulla nostra salute. Annunciato in una conferenza stampa, Cosmos - Cohort Study on Mobile Communications - coinvolgerà 250.000 europei per 20-30 anni per stabilire in via definitiva se usare il telefonino sia pericoloso per la salute o meno. Coordinato da Paul Elliott dell'Imperial College di Londra, lo studio sarà condotto in Gran Bretagna ma coinvolgerà anche persone in Svezia, Finlandia, Olanda e Danimarca e darà i suoi primissimi risultati in cinque anni. Si tratta di uno studio globale che vuole vedere a 360 gradi gli effetti della radiazione elettromagnetica su di noi per cui prenderà in esame anche l'uso di WIFI, cordless e telemonitor per i neonati. Per la prima volta, ed è questa la grande differenza rispetto alle precedenti ricerche, si guarderà il comportamento delle persone coi telefonini in tempo reale e se ne esamineranno le eventuali conseguenze a lungo termine, non solo sul fronte tumori al cervello, bensì anche per malattie neurologiche come l'Alzheimer e anche per il cancro alla pelle, visto che oggi il telefonino è sempre più simile a un mini-computer su cui si digitano testi.

Oggi al mondo sono in uso 5 miliardi di telefonini, eppure la grande diatriba se i cellulari facciano o meno male alla salute sembra non avere tregua; studio dopo studio è stato detto più volte che i telefonini sono collegabili all'insorgenza di tumori al cervello e altrettante volte questo nesso cellulari-cancro è stato smentito. L'ultima indagine, solo in ordine di tempo, sembra scagionare i cellulari, infatti l'incidenza dei tumori al cervello non è aumentata da quando i telefonini hanno invaso il mondo, è emerso pochi mesi fa da un grosso studio pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute da Isabelle Deltour dell'Istituto di Epidemiologia dei Tumori della Società Tumori danese a Copenhagen. Gli esperti hanno esaminato l'incidenza annuale di glioma e meningioma tra adulti di 20 anni e identificato 60.000 pazienti con diagnosi di tumore al cervello tra 1974 e 2003 ed èemerso che la frequenza dei tumori non è aumentata da quando impazza la telefonino-mania. Il problema di questo e altri studi condotti finora con risultati opposti è che si tratta sempre di indagini retrospettive in cui si osservano pazienti con cancro e si cerca di vedere un nesso col loro precedente uso del telefonino. Però in questo modo non si tiene conto del fatto che spesso un tumore al cervello ha "tempi di incubazione" lunghissimi difficilmente collegabili cronologicamente a fattori ambientali precisi; inoltre che l'uso del telefonino è molto cambiato negli ultimi anni, di fatto in molti casi ha sostituito il telefono fisso di casa, si usa pure per internet. Cosmos prenderà in esame i telefonini osservando in tempo reale i partecipanti, vedendo modi e tempi dell'utilizzo e cercando collegamenti con molte malattie, per esempio l'Alzheimer, non solo con il tumore del cervello.


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/04/23/visualizza_new.html_1765434965.html

Capitano Nemo
25-04-2010, 08:24
Lo sanno benissimo anche adesso che fanno male, ma preferiscono tirarla in lungo per ancora 20-30 anni: vogliono evitare che l'uso si riduca anche di solo un poco.
Ci perderebbero in troppi (fabbricanti, gestori, rivenditori ecc. ecc. ecc.)!
E si rischierebbero richieste di danni (analogamente alle cause intentate (e vinte) contro le multinazionali del tabacco per i danni da fumo!

senza.confini
25-04-2010, 12:10
Lo sanno benissimo anche adesso che fanno male, ma preferiscono tirarla in lungo per ancora 20-30 anni: vogliono evitare che l'uso si riduca anche di solo un poco.
Ci perderebbero in troppi (fabbricanti, gestori, rivenditori ecc. ecc. ecc.)!
E si rischierebbero richieste di danni (analogamente alle cause intentate (e vinte) contro le multinazionali del tabacco per i danni da fumo!
E' proprio così. Telefonini, WiFi, e chi più ne ha più ne metta per farci stare sempre connessi e fare business. Com'era? Vodafone, life is now...


We are the now generation
We are the generation now
This is the now generation
This is the generation now
I want money

I want it, want it, want it
Fast internet,
Stay connected hit eject
Wi-fi, Podcast
Blastin' out a SMS
Text me and I text you back
Check me on that iChat
I’m all about that http
You're a PC I'm a Mac

I want it
Myspace and yourspace
Facebook is a new place
Dipdive and socializin'
And I’ll be out on cyberspace
Google is my professor
Wikipedia checker
Checkin’ out my account
Loggin’ in and loggin’ out

Baby, I want it now

http://www.youtube.com/watch?v=-Zf4MIBSnGc&feature=related

Massimo
25-04-2010, 12:50
In realtà l'unica cosa certa fino ad ora è che tutti gli studi hanno dato risultati contraddittori, quindi poco credibili. Il fenomeno (nella sua forma di boom mondiale) è troppo recente per poter tirare conclusioni (affrettate).

Probabilmente l'unico dato certo è, per gli utilizzi più intensi, l'aumento della temperatura dell'orecchio e degli organi ad esso prossimi.

Tutto il resto, basta parlare con un po' di medici e ricercatori, sono chiacchiere o studi molto parziali fatti su campioni troppo ristretti per avere riscontri scientifici.

Contrariamente al fumo (che è un vizio sia ben chiaro non un frutto tecnologico del progresso), vi sono tanti stratagemmi per evitare il suddetto surriscaldamento, come l'utilizzo dell'auricolare. Ma la maggior parte di noi non lo utilizza, perché lo ritiene scomodo. E c'è continua a fumarsi 2 pacchetti al giorno anche se sulla confezione appaiono da un po' di anni scritte minacciose.

Dubito che nel breve-medio periodo la situazione possa cambiare...

senza.confini
25-04-2010, 13:22
Grazie del tuo intervento, Massimo. Il consumatore è abbastanza abitudinario, continua ad usare il cellulare come utilizzava il telefono a rotella 20 anni fa, ovvero con la cornetta attaccata all'orecchio. Se per legge si imponesse la soppressione delle capsule audio nei dispositivi, a favore di un auricolare, anche estraibile con un meccanismo a molla, avremmo eliminato il 90% dei fattori di rischio.

Un articolo molto interessante (non sottovalutate il WiFi):

http://canali.kataweb.it/salute/2009/10/06/salute-cellulari-e-wifi-i-pericoli-dellelettrosmog/

gap77
25-04-2010, 14:24
infatti appena posso uso l'auricolare

Massimo
25-04-2010, 16:12
Grazie del tuo intervento, Massimo. Il consumatore è abbastanza abitudinario, continua ad usare il cellulare come utilizzava il telefono a rotella 20 anni fa, ovvero con la cornetta attaccata all'orecchio. Se per legge si imponesse la soppressione delle capsule audio nei dispositivi, a favore di un auricolare, anche estraibile con un meccanismo a molla, avremmo eliminato il 90% dei fattori di rischio.

Un articolo molto interessante (non sottovalutate il WiFi):

http://canali.kataweb.it/salute/2009/10/06/salute-cellulari-e-wifi-i-pericoli-dellelettrosmog/


infatti, il problema è sempre quello: il progresso con tutti i suoi rischi (alcuni dei quali oggi già provati scientificamente) o il regresso? Siamo certi di voler tornare alla luce delle candele rinunciando a tutto ciò che ci irradia?
Perché a questo punto dobbiamo parlare anche di TV, forni a microonde, wi-fi (giustamente), cordless, computer (rovinano la vista?), antenne per la telefonia mobile, viadotti per l'elettricità. Ma basterebbe fare questa scelta (ammesso e non concesso di essere disposti a privarci di tante comodità)?
E che dire delle centrali nucleari il cui ritorno è ancora dibattuto e combattuto a livello locale come se fosse un problema solo italiano quando i maggiori danni negli ultimi 50 anni sono stati fatti da Stati a bassa tecnologia lontani migliaia di Km da noi e sui quali non potevamo avere sovranità alcuna? E vogliamo parlare dell'amianto che, nella maggior parte degli stabili popolari è ancora lì, insieme ai loro poveri inquilini.
Il problema dei telefonini, visto così, si ridimensiona. Ma sarebbe comunque utile e necessario saperne di più.

senza.confini
25-04-2010, 16:51
infatti, il problema è sempre quello: il progresso con tutti i suoi rischi (alcuni dei quali oggi già provati scientificamente) o il regresso? Siamo certi di voler tornare alla luce delle candele rinunciando a tutto ciò che ci irradia?
Perché a questo punto dobbiamo parlare anche di ...
Qualcuno ce l'aveva già detto come dobbiamo fare, anni e anni fa...

"non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo [..] Ciò che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive"

"ciò che irradia" viene dall'uomo, e dalla sua avidità.


Qualche perla del grande Nikola Tesla (fonte wikipedia):


Ricordando il principio di Mach, nel 1925 Tesla affermava che:

« Non c'è nulla che sia dotato di vita - dall'uomo, che ha reso schiavi gli elementi, alla più agile creatura - in tutto questo pianeta che non oscilli durante una rotazione. Ogni volta che un'azione sia generata da una forza, anche infinitesimale, il bilancio cosmico viene alterato ed il moto universale ne risente degli effetti. »

Tesla, riguardo la teoria della relatività di Albert Einstein, osservava che:

« ...la teoria della relatività, in ogni caso, è più anziana dei suoi attuali sostenitori. Fu avanzata oltre 200 anni fa dal mio illustre connazionale [sic!] Ruđer Bošković, il grande filosofo, che, non sopportando altre e più varie occupazioni, scrisse un migliaio di volumi di eccellente letteratura su una vasta varietà di argomenti. Bošković si occupò di relatività, includendo il cosiddetto "continuum spaziotemporale"...[43] »

Tesla fu dunque critico rispetto il lavoro di Einstein sulla relatività:

« ...[a] un magnifico abito matematico che affascina, abbaglia e rende la gente cieca di fronte ad errori impliciti. La teoria è come un mendicante vestito color porpora che la gente ignorante scambia per un re..., i suoi esponenti sono uomini brillanti, ma sono metafisici, più che fisici...[44] »

Lo scienziato affermò addirittura che:

« Io continuo a ritenere che lo spazio non possa essere curvo, per il semplice fatto che esso non può avere proprietà. Sarebbe come affermare allo stesso modo che Dio ha delle proprietà. Egli non ne ha, ma solo degli attributi di nostra invenzione. Di proprietà si può parlare solo per la materia che riempie lo spazio. Dire che in presenza di corpi enormi lo spazio diventa curvo è equivalente ad affermare che qualcosa possa agire secondo nulla. Io[45] mi rifiuto di sottoscrivere un simile modo di vedere.[46] »


Albert Einstein: fisico tedesco naturalizzato svizzero, divenuto in seguito cittadino statunitense.


Nikola Tesla: fisico, inventore e ingegnere serbo naturalizzato statunitense nel 1891.

:ciao: