TIM1979
01-09-2008, 18:42
Se l'Europa ci costringerà a tagliare le tariffe di terminazione, 40 milioni di utenti dovranno rinunciare al cellulare perché costerà troppo".
Vodafone l'aveva già detto: se i costi di terminazione verranno tagliati, a rimetterci saranno gli utenti, sui quali gli operatori telefonici si rifaranno.
Allora la compagnia inglese paventava un'impennata dei prezzi dei dispositivi; oggi, invece, è convinta che 40 milioni di europei dovranno rinunciare al telefono cellulare a causa dei costi troppo alti non delle chiamate in uscita, ma di quelle in arrivo.
Il nodo della questione, infatti, sta nella proposta avanzata già a metà giugno da Viviane Reding, Commissario europeo alle Telecomunicazioni. Per la Reding il taglio dei costi di terminazione è necessario, e i minori introiti per le compagnie telefoniche dovranno essere compensati dall'introduzione di nuove regole sui costi delle chiamate.
In particolare, il Commissario ritiene il sistema attuale - in base al quale chi chiama si accolla completamente il costo della telefonata - obsoleto e anticompetitivo, visto che costringe gli operatori in possesso di reti più piccole a pagare più delle grandi compagnie. La soluzione sarebbe dunque l'adozione del modello statunitense, in cui anche chi riceve la chiamata contribuisce a sostenerne i costi.
Proprio a questo si oppone Vodafone: se si adottasse il sistema proposto dalla Reding, dice l'operatore, saranno gli utenti più poveri, che ricevono molte più chiamate di quante ne facciano, gli unici a rimetterci e dovranno forzatamente rinunciare all'uso del telefonino.
Secondo un'indagine condotta da Vodafone nel Regno Unito intervistando 9.000 utenti di telefoni cellulari, c'è una sostanziale unanimità nell'opporsi al pagamento delle chiamate in entrata. Un risultato che, in realtà, non sorprende per niente.
Vodafone l'aveva già detto: se i costi di terminazione verranno tagliati, a rimetterci saranno gli utenti, sui quali gli operatori telefonici si rifaranno.
Allora la compagnia inglese paventava un'impennata dei prezzi dei dispositivi; oggi, invece, è convinta che 40 milioni di europei dovranno rinunciare al telefono cellulare a causa dei costi troppo alti non delle chiamate in uscita, ma di quelle in arrivo.
Il nodo della questione, infatti, sta nella proposta avanzata già a metà giugno da Viviane Reding, Commissario europeo alle Telecomunicazioni. Per la Reding il taglio dei costi di terminazione è necessario, e i minori introiti per le compagnie telefoniche dovranno essere compensati dall'introduzione di nuove regole sui costi delle chiamate.
In particolare, il Commissario ritiene il sistema attuale - in base al quale chi chiama si accolla completamente il costo della telefonata - obsoleto e anticompetitivo, visto che costringe gli operatori in possesso di reti più piccole a pagare più delle grandi compagnie. La soluzione sarebbe dunque l'adozione del modello statunitense, in cui anche chi riceve la chiamata contribuisce a sostenerne i costi.
Proprio a questo si oppone Vodafone: se si adottasse il sistema proposto dalla Reding, dice l'operatore, saranno gli utenti più poveri, che ricevono molte più chiamate di quante ne facciano, gli unici a rimetterci e dovranno forzatamente rinunciare all'uso del telefonino.
Secondo un'indagine condotta da Vodafone nel Regno Unito intervistando 9.000 utenti di telefoni cellulari, c'è una sostanziale unanimità nell'opporsi al pagamento delle chiamate in entrata. Un risultato che, in realtà, non sorprende per niente.